google.com, pub-4358400797418858, DIRECT, f08c47fec0942fa0 SALUTIAMOCI: Iodoprofilassi: indicazioni e monitoraggio del Ministero della Salute google.com, pub-4358400797418858, DIRECT, f08c47fec0942fa0

Iodoprofilassi: indicazioni e monitoraggio del Ministero della Salute

Lo iodio è un micronutriente presente nel nostro organismo (circa 10-20 mg) ma troppo spesso sottovalutato.
Esso è presente principalmente nella tiroide, una piccola ghiandola che produce delle sostanze chiamate ormoni che libera direttamente nel sangue: la triiodotironina - T3 e la tiroxina - T4.
Questa ghiandola è situata nella parte anteriore del collo, normalmente pesa meno di 30 grammi e contiene il 70-80 % dello iodio contenuto nel nostro organismo.

Lo iodio riveste un ruolo biologico essenziale negli esseri umani poiché regola la termogenesi, influenza il metabolismo glucidico, proteico e lipidico ed infine favorisce la fissazione ossea del calcio.

Dove si trova

E’ possibile assumere iodio anche attraverso alcuni tipi di alimenti che lo contengono per propria natura:

•Prodotti della pesca (sgombri, merluzzo, cozze, tonno, scampi)

•Uova

•Prodotti lattiero-caseari

•Carne

•Cereali

•Frutta e verdura

Ma attenzione agli alimenti gozzigeni, ossia quegli alimenti che contengono sostanza in grado di bloccare l'assorbimento di iodio. Queste sostanza sono particolarmente presenti in:cavoli, cipolla, colza, crescione,manioca, noci, rafano, rapa, ravanello, ravizzone, rucola, senape.
L’azione gozzigena non è necessariamente rilevante ma occorre tenerla presente in quelle regioni in cui l’assunzione di iodio con la dieta o per altri motivi è scarsa.

Dosi raccomandate

Le dosi di assunzione giornaliere raccomandate dai LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti) sono di 150 mcg e, per la donna, 175 mcg in gravidanza e 200 mcg durante l'allattamento.
Durante l'allattamento viene raccomandato un apporto giornaliero di 50 µg in più dei livelli normali per gli adulti, per compensare la quota di iodio secreta nel latte. In gravidanza si raccomanda un surplus di 25 µ g/die, per tenere conto delle esigenze per lo sviluppo fetale.

Carenza iodica

La carenza di questo micronutriente può provocare l'insorgenza del gozzo e di altre patologie ad esso collegate.
In Italia sono circa sei milioni i soggetti che hanno problemi di gozzo, cioè presentano un ingrossamento della tiroide.

IODOPROFILASSI IN ITALIA

Da un punto di vista clinico la carenza di iodio causa ipotiroidismo, gozzo, rischio di aborto, cretinismo.
Una carenza iodica prolungata può portare all’ipotiroidismo, che, quando si verifica durante l’accrescimento, può causare alcuni problemi neurologici, fino al cretinismo.
Una carenza iodica prolungata può portare all’ipotiroidismo, che, quando si verifica durante l’accrescimento, può causare alcuni problemi neurologici, fino al cretinismo.

In Italia si calcola che circa il 12% dell’intera popolazione adulta sia affetta da gozzo, e che nella popolazione scolare la prevalenza sia del 10% per le regioni centro-settentrionali e del 20% per quelle meridionali e insulari. La quantità di iodio assunta con gli alimenti non è sufficiente a garantirne l'apporto giornaliero raccomandato (150 mcg), per integrarne l’assunzione basta semplicemente usare sale arricchito di iodio al posto del comune sale da cucina.

Progetto OSNAMI

Gli effetti e l’efficacia sulla salute della nuova politica di iodoprofilassi introdotta con la nuova legge sono valutati dall’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio della lodoprofilassi in Italia (OSNAMI), istituito presso l’istituto Superiore di Sanità in collaborazione con il Ministero della Salute, il Comitato Nazionale per la prevenzione del gozzo e alcuni esperti del settore.

L'Osservatorio ha il compito di sviluppare un piano specifico di monitoraggio basato sui seguenti indicatori di efficacia da applicare a campioni di popolazione scolare selezionata secondo criteri epidemiologici:

•escrezione urinaria di iodio;

•frequenza di TSH >5 mU/L nei nuovi nati;

•consumo di sale iodato;

•contenuto di iodio nel sale iodato;

•prevalenza di gozzo nella popolazione scolastica

I dati sono raccolti da Centri Regionali di riferimento ed inviati all'Osservatorio Nazionale che provvederà alla loro elaborazione statistica ed analisi. L'OSNAMI si avvale di una rete di laboratori già attiva sul territorio nazionale costituita dai 26 Centri di Screening regionali ed inter-regionali che partecipano al Registro Nazionale degli Ipotiroidei Congeniti, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità.

A quest’ultimo i Centri forniranno periodicamente i dati relativi ai valori di TSH nella popolazione esaminata, al fine di valutare la frequenza di neonati con valori di TSH alla nascita superiore a 5 mUI/ml. La sorveglianza di eventuali nuovi casi di ipertiroidismo prevede l'analisi dei dati relativi al consumo dei farmaci antitiroidei in collaborazione con le strutture del Ministero della Salute, deputate alla farmacovigilanza sul territorio nazionale. Il rilevamento di nuovi casi di ipertiroidismo si avvarrà inoltre della collaborazione dei medici di medicina generale.

fonte: Ministero della Salute